Altrove  
 
"Altrove"

2008 (c) by SaraDeFlorio

Significato
L'artista raffigura uno stato emozionale in relazione con l'ambiente.
Il fiore tra i capelli rappresenta soltanto un dettaglio, rappresentativo di un pensiero gentile.
Spunti e influenze
Ebbi lo spunto di realizzare questa immagine successivamente a delle voci che mi suggerivano di andare "fuori" dalle mura in cui avevo realizzato alcuni dei miei dipinti precedenti. Non avevo idea di cosa volessero insinuare, ed in quel periodo quando dipingevo mi sentivo sempre molto bene ed in sintonia con me stessa e con il mio esprimermi. Quindi riuscivo a cogliere benevolmente anche suggerimenti e provocazioni altrui. Avevo padronanza di ciò che dipingevo, e mi sentivo nel mio mondo. Decisi quindi di immaginarmi nel mare e descrissi il mio stato emozionale nei confronti del mare, quello vero e naturale, anzichè quello simbolico di internet.
Da non confondere, con una frase di un brano di Franco Battiato, che ho scritto su uno dei miei album da disegni, e che amo molto, che dice:
"Mare, mare, mare, voglio annegare...
Portami lontano a naufragare...
via via via da queste sponde...
portami lontano sulle onde...
Pettegolezzi e divagazioni
Taluni hanno creduto erroneamente che il mare in cui mi "buttavo" era quello del fumetto di Olivia e Braccio di Ferro disegnato su di un quaderno con dediche che conservo da quando avevo circa dieci anni. Qualcuno ha creduto che andavo nella pancia della mia gravidanza dipinta, laddove immaginavo vi fosse mio figlio. Qualcun'altro ha creduto che uscivo da me, dalla mia anima, dalla casa della mia anima, ed andavo ad esperire le anime degli altri. Qualcun altro ha creduto che ritraevo un'altra persona che rubava la mia anima materna, rappresentata nel fiore tra i capelli. Ho definito queste credenze "pettegolezzi" perchè non sono vere, e non possono prevalere sulla mia proprietà artistica ed intellattuale.
Dettagli tecnici ed esperienza dell'artista
Realizzai questo dipinto nell'ottobre 2008.
Sulla stessa tela realizzai una bozza di un altro dipinto prima di decidere per questa raffigurazione. Comunque si trattava di un espressione diversa da questa, ed avevano le due figure significati completamente diversi. Questi sono però affari di artista. Credo di essere libera come artista, di dipingere sulla mia tela quel che voglio, e decidere successivamente di cambiare soggetto, senza che spunti una persona qualsiasi a "simulare" il mio "atto di cancellazione" con un atteggiamento aggeressivo o di rifiuto nei miei confronti, emulando il rifiuto che io ho nei confronti dell'immagine che cancello, nel momento in cui la ricopro con la nuova immagine. A maggior ragione che le esperienze di questo genere che ho avuto, non rispecchiavano mai il sentimento, molto più blando, che io provavo nei confronti dell'immagine da cancellare o da variare pittoricamente. Infatti non ho mai cancellato o modificato un'immagine con rabbia ed aggressività, per cui quella che ho subito da chi ha emulato il mio gesto, era del tutto insensata.
Inizialmente mi sentivo completamente me stessa e a mio agio. Quando però nel 2009 vendetti la tela con questo dipinto ad una persona, la mia anima cominciò a subire delle variazioni parallelamente ai diversi e strani comportamenti che aveva la gente dal 2009 in poi. Evidentemente colei che acquistò la mia tela credette di prenderne il posto della mia anima e della mia immagine, e provocò in me la morte dell'anima, ciò che io invece avevo raccontato circa mia madre, con i dipinti "Last look to the presents" e "Risata isterica". Ero quindi, per colei che aveva acquistato il mio dipinto, "la madre" (in quanto autrice ed artista). Io me ne sono accorta, e quindi essendo in una condizione spiacevole, mai vissuta in vita mia, andai a ricomprarmi il mio dipinto dalla persona alla quale l'avevo venduta, nel 2014. Quindi ora sono ancora impegnata a restituire al mio dipinto e quindi a me stessa il significato che aveva questo dipinto per me e la mia anima originaria. Per quanto riguarda il titolo, è probabile che in qualche mio hardisk questo dipinto sia ancora nominato con il titolo "fuori" che gli avevo attribuito provvisoriamente quando ancora non avevo deciso quello per me idoneo.
Conclusione
Ogni volta che ho realizzato ed espresso la mia arte ho desiderato farlo solo per me, per esprimere emozioni, sentimenti e pensieri, per i quali non volevo coinvolgere nessun altro. Il massimo coinvolgimento che credevo possibile era quello di considerare la mia arte come altro modo per comunicare i miei sentimenti, pensieri, emozioni, concetti, etc, quindi di portatrice di un mio messaggio.
Mi oppongo totalmente a tutti coloro che trasformano la mia arte e le mie foto digitali in "mezzi" per realizzare sesso virtuale.
 
Ultimo aggiornamento: 25.03.2021
- SaraDeFlorio -
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