ArteFare e' il titolo, il nome, che avevo pensato di attribuire inizialmente alla mia branca artistica della modellazione dell'argilla.
Il significato primario era un gioco di parole, (o forse dovrei dire un monomio che puo' anche considerarsi binomio), con piu' di un significato:
 
Arte fare, ovvero fare Arte.
Modellare quindi l'argilla, ma non solo, anche dipingere e disegnare etc..
 
La scultura dell'argilla, la modellazione, e' l'attivita' che mi ha ispirato questa riflessione, in quanto per me significava anche creare forma dalla forma,
cioe', quando cominciavo a modellarla, di solito, non partivo con un'idea gia' pronta e progettata,
ma la ricavavo nel momento della modellazione, osservandone la forma casuale che man mano davo all'argilla e seguendo la mia intuizione.
In questo caso quindi il significato della parola arteFare sta proprio nella variazione che la forma subisce durante la lavorazione,
o le varie fasi dell'espressione nel caso della pittura.
In altre parole nell'evoluzione della forma, a volte anche del concetto, che l'artista da all'opera fino al compimento dell'opera stessa.
Quindi il suo atto creativo puo' in qualche modo anche definirsi periodo di "artefazione":
il cubo di argilla, per esempio, forma regolare, che diventa personalizzata dall'espressione dell'artista, forma irregolare.  
Fare Arte da' origine ad un "artefatto", ovvero sinonimo di "opera d'arte".
 
Bisogna ben distinguere e fare attenzione a non considerare ArteFare con l'accezione di artefazione in quanto sabotaggio, menomazione ai danni di cose o persone.
L'arte non e' sabotaggio, ma espressione, atto creativo, (dove l'esprimere resta nel confine del personale,
e qualora la si voglia far sconfinare verso una condivisione, previa proprio e l'altrui consenso, deve essere immune dal produrre effetti dannosi).
 
- Sara De Florio -

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