"L’assenza" SaraDeFlorio (c) 2008 |
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Ho raffigurato un momento di raccoglimento e riflessione sul dolore che si prova in assenza di una persona cara.
In particolare mi riferivo a mia madre deceduta. La madre che rappresenta l'amore incondizionato, il rifugio del proprio cuore, la certezza, il punto di riferimento al quale chiedere conforto.
E al contempo anche alla mancanza generale di una presenza confortante, comprensiva ed amorevole, in un momento di bisogno. Descrivendo figurativamente il peso del dolore della mancanza, dove una sedia vuota pesa più di quando è occupata, e la speranza ed il buonumore sono appesi, sfiniti e deboli, mentre esprimevo la mia tristezza.
Figurativamente ho immaginato dal moto e lo svolgersi della vita, di fermarmi un attimo a riflettere sul quel dolore e sul sentimento di solitudine e di assenza.
dettagli tecnici e mia esperienza di artista Quando lo realizzai nel 2008 mi trovavo ed abitavo in Germania. Il fatto che lo abbia fotografato a Bari nel giugno 2011, nel breve periodo in cui ho abitato presso la casa di mio padre con mio figlio, dopo aver compiuto un lungo viaggio per andare a ritirare i miei dipinti che avevo lasciato in Germania, non determina una relazione tra il significato del dipinto ed il luogo o la stanza in cui ho scattato la foto.Poi sono ripartita e li ho riportati con me. Li ho tenuti lì soltanto dal giungno al settembre 2011. Questi colori mi davano un senso di raccoglimento, nostalgia, e riflessione, colori che rievocano la stagione dell'autunno, che io adoro, in cui eravamo, in cui mi sentivo a casa, e dove questa tristezza non mi creava disagio nel sentirla. Vorrei ritrovare le mie sensazioni. I dipinti appartengono e sono relativi a chi li dipinge, non al luogo in cui sono fotografati, o al parere altrui. |
disambiguazioni ^ Non ho ancora scoperto quale sia la relazione tra questo mio dipinto ed il personaggio “il cappellaio matto” di “Alice in wonderland” di Tim Burton, ma non conoscendo ancora il film non mi ispirai ad esso. ^ In questa raffigurazione non mi stavo addormentando. Quindi smettetela di aggiungere contenuti digitali di colpi di sonno incontrollabili e indebolimenti vari. ^ A me interessa ritrovare i miei ricordi di artista ed emotivi. ^ Inoltre quando realizzai questo dipinto io non mi mancavo, quindi smentisco che fossi io l'artista l'assente, e non mi mancava neanche mio figlio che all'epoca abitava con me, ma chi mi mancava era mia madre e una persona adulta, un partner per confortarmi. ^ Per quanto riguarda l'esperienza nel Myspace, prima di dipingere "L'assenza" ricordo di aver visionato il dipinto di un'artista che non conosco e non ricordo il nome anche perchè non era tra i miei friends, commentava o intitolava "I'm catwoman", in cui una figura femminile aveva un filo di un gomitolo giallo intorno a se. In seguito io scrissi scherzando nello stato Myspace del mio profilo "Io sono wonderwoman", o forse in inglese "I'm wonderwoman.."... dopodichè un friend con nickname "ionoiononsonounartista" pubblicò un dipinto, forse digitale, in cui raffigurava Wonderwoman vicino la tazza del w.c. detto water che vomitava o come se intendesse farlo. Quando pubblicai il mio dipinto nel mio profilo nel novembre 2008, un friend, pubblicò nella sua pagina o la inviò a me, come se fosse una risposta o una sua ipotesi circa il mio dipinto, un'immagine di un personaggio di un fumetto che correva di spalle e che sembrava avesse la testa in fiamme, una specie di scintilla gialla o di esplosione. Negli anni passati post-2009 tale immagine è stata aggiunta alla mia del dipinto "L'assenza" provocandomi spesso disturbi psichici o comunque alla testa, in particolare nell'arancione dei capelli, al quale probabilmente hanno aggiunto l'internet, che invece con questo dipinto non centra nulla. Naturalmente la sua immagine, e quelle altrui in genere, va separata dalla mia, anche perchè non ci ho visto nulla che fosse relativo al mio dipinto in quel significato e fumetto. Rivoglio quindi il mio silenzio della mente, la mia quiete, le mie lacrime, e le mie vere emozioni. Le emozioni false e la vita digitale non mi interessano. |
ipotesi Nel 1999 mi feci alcune foto in cui indossavo una maglia rossa che ho poi perso nel 2001, a casa del mio amico Timeo, una delle quali ero in posizione di profilo dallo stesso lato di questo dipinto, ed avendo perso tutte le mie foto con maglia rossa che scattammo in quell'occasione, mi chiedo se possa centrare qualcosa. Inoltre invito tutti i friends di C6 ai quali, tra il 1999 e il 2000, inviai foto fatte a casa del mio amico Timeo di inviarmele nel caso in cui ancora qualcuno le abbia conservate. |
"Risveglio"
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Significato |
| Il risveglio l'ho provato in me quando, nonostante il periodo di crisi, e disagi interiori per non essere in me dal punto di vista della personalità e dell'essere, della vita, ogni tanto guardando fuori dalla finestra scorgevo, in quel piccolo spazio di cielo che vedevo da quella casa, alcune nuvole che passavano, a volte bianchissime, che spesso fotografavo, e mi consolavo con quei piccoli momenti di bellezza, che in qualche modo mi facevo entrare negli occhi, cercando di compensare il non riuscire a ritrovarmi con la mia dimensione artistica e con una grande infelicità interiore...
Incastrata dalle idee altrui, che vedevano il mio dipinto "L'assenza" come un mio "smettere di vivere", anzichè come un momento di raccoglimento, la durata di un pianto, un'introspezione dedicata sommariamente alle emozioni tristi, ho pensato di ricominciare da quel momento e tirarmici fuori compiendo un primo passo verso ciò che mi rendeva felice...
forse perchè mi sentivo un'essere dell'aria e mi mancava il mio cielo...
Dettagli tecnici e mia esperienza di artista Quando realizzai questo dipinto abitavo ad Oftersheim. Probabilmente qualcuno mi aveva assegnato l'esperienza, a mia inspauta, del rospo che avevo dipinto inizialmente sulla tela de "L'attesa", ma interpretato con significato altrui, che consisteva in un'insieme di qualità brutte e volgari, che in realtà non erano mai state il mio modo di essere. Ho dedotto ciò dal fatto che fuori dal portone della casa in cui abitai, c'era un rospo/rana di pietra con una catena appesa accanto, quindi con una parte del dipinto "dentro una morte", interpretato da qualcuno come se il tempo fosse fermo. Inoltre i proprietari dell'appartamento si chiamavano Bender, come il robot del cartone animato Futurama, e la moglie del proprietario appariva simile alla mia immagine femminile del dipinto "Seduzione intellettuale", e quindi mi sottraeva anche quel mio ruolo. Purtroppo tutto questo l'ho capito dopo, e finchè ho abitato lì non ho ricordato affatto di aver dipinto il rospo sulla tela de "L'attesa", altrimenti avrei cercato di rifarlo, perchè il gioco sporco che facevano i miei violatori antagonisti era che finchè non "dico la mia", che in quel caso era il dipinto del rospo, prevale "la loro". E quindi perciò per tutte le mie cancellazioni ho dovuto subire ingiuste invasioni. |
| Sara De Florio |