"Il Painsucker"

2008/2015 (c) by SaraDeFlorio

Significato
Ho raffigurato la funzione "catartica" che per me ha l'espressione pittorica.
Il suo silenzio consisteva nel fatto che, trattandosi di espressione pittorica, realizzando un dipinto non avevo bisogno di parlare o scrivere parole, e che il dipinto in se per se non ha bisogno di bocca per parlare, se non di sentimenti e di idee da esprimere in figura.
dettagli tecnici e mia esperienza di artista
Realizzai questo dipinto nel 2008, ricoprendo la tela dove avevo precedentemente, nel novembre 2005, dipinto "Sole & Luna?".
Nel dicembre 2008 ricoprìi questa stessa immagine con il dipinto "Il sognatore".
Ricordo di avere incontrato spesso nel 2009 gente che gridava dopo la cancellazione, ma io non ho mai immaginato quelle figure in ombra come figure che urlassero.
Per me quelle figure rappresentavano le mie ombre interiori che portavo alla luce e alle quali davo espressione con la pittura.
Comunque questa cancellazione mi ha portato sfasamenti notevoli, ma soltanto a causa delle violazioni, anche se ne avevo fatto anche una stampa, che tutt'ora conservo.
Il dipinto l'ho rifatto tra il 2014 e il 2015.
Significava qualcosa di sereno e solitario, meditativo ed in ascolto di me stessa. Era un rapporto solitario con la mia tela, che ancora non riesco a ritrovare.
disambiguazioni
Smentisco che vi fosse nelle mie intenzioni un riferimento a gastroscopia nelle figure in ombra. Quello che immaginavo era un "cavare fuori" dalle ombre bisogni espressivi, portare alla coscienza i disagi e le insoddisfazioni interiori. Introspezione.
Conclusione
Ricordo il tempo in cui era bello dipingere in silenzio, nello spazio privato della mia stanza, casa. Quando volevo mostrare la mia arte a qualcuno lo facevo con molta riservatezza. Avevo un certo senso del "mio" che era prezioso, importante. Sapevo che il mio mondo artistico era un mondo tutto mio, personale ed inaccessibile dagli altri. Era uno dei miei tesori, la mia arte ed il mio dipingere.
Poi nel 2007 mi iscrissi nel "myspace.com", ed il mio senso di "mio" continuavo ad averlo e sentirlo, anche quando mi confrontavo con altri artisti.
Mi piaceva se qualcuno mi faceva domande sulla mia arte chiedendomi spiegazioni, (non erano in molti a farlo), perché significava per me che avevano interesse, ovvero non erano degli "indifferenti", ed in qualche modo mi sentivo importante e considerata, non avevo idea che qualcuno potesse portarmi via il mio prezioso mondo artistico, né tantomeno la mia anima o i miei ricordi.
Rivorrei il mio diritto di starmene in silenzio, e ciò comporta anche il fatto che tutto ciò che gli altri pensano dicono e fanno circa la mia arte, resti dalla loro parte.
Insomma io ho sempre avuto idea che ci fosse un confine tra i rispettivi mondi artistici e personali.
Vorrei capire cosa o chi ha abbattuto questi confini.
Rivoglio anche il mio diritto di parlare normalmente con le persone, dato che molte non mi parlano più da molti anni, come se questo dipinto fosse una regola comportamentale sociale ed interpersonale, in cui molte cose di cui potrei discutere tranquillamente con qualcuno, mi sono invece "iniettate" nelle orecchie sottoforma di bisbigli e comunicazioni mentali, che trovo molto stressanti dal momento in cui non so come "disattivarle" quando ho bisogno di riposarmi e di avere la mia privacy mentale. Io non intendevo questo dipinto come una macchina, il suo aspetto apparentemente disumano è solo il modo in cui ho raffigurato il concetto, ovvero il gusto della follia artistica. Vorrei quindi che la smettessero di infilarmi nelle orecchie internet, computer e telefoni.
aggiornato il: 04.08.2026
- SaraDeFlorio -
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